Buon Natale e Felice 2018

Cari amici,
Care famiglie,
Cari studenti,
Cari collaboratori e collaboratrici,

siamo giunti, anche quest’anno in un batter d’occhio, a Natale.
Per farvi gli auguri per questo periodo sereno vicino ai vostri cari e per un 2018 ricco di soddisfazione vi riportiamo la prefazione del nostro opuscolo dedicato al Natale che narra un aneddoto interessante e significativo legato alla storia del Collegio.

È Natale

Siamo in Avvento. La Novena di Natale, con le sue ingenue armonie pastorali, ci introduce al mistero, vibrante di eternità, della nascita del Salvatore. Una nascita che dovrebbe, in questo tempo di incertezza, scuotere le nostre vite tranquille ed abitudinarie. Alla vigilia di questo Natale, che auguriamo sereno a tutti i nostri studenti ed alle loro famiglie, vogliamo riflettere sul senso di questa festività attraverso un piccolo ma significato episodio della storia del Collegio Papio, che il prossimo autunno potrà finalmente entrare nelle librerie di noi tutti, grazie al libro Il Collegio dell’anima di Lorenzo Planzi, edito da Armando Dadò e Benedetto Pedrazzini, fortemente voluto dalla dinamica Associazione degli Amici del Collegio Papio.

La storia ci racconta come i ragazzi del Collegio Papio, guidati dai loro docenti, fossero invitati a non dimenticare i poveri, quelli lontani ma anche quelli vicini, che stavano ad Ascona e nei dintorni.
Tradizione era, nel periodo benedettino che va dal 1927 al 1964, come, durante l’Avvento, i ragazzi raccogliessero doni da destinare ai più bisognosi della nostra regione, grazie anche all’abbondanza di regali che ricevevano da genitori, nonni, zie, parenti, amici. L’ultima sera prima di partire per le vacanze natalizie, a dicembre 1956, i ragazzi si dividevano in gruppetti per portare i doni ad alcuni poveri di Ascona.
«Un gruppo va anche da una vecchia contessa russa, ai tempi donna dell’alta società, ma ora ammalata e in estrema povertà – rivela padre Beda Baumer, monaco benedettino di Einsiedeln, allora insegnante in Collegio –. La povera donna si alza, tutta felice, per ricevere i nostri ragazzi. Il giorno dopo l’abbiamo trovata morta, seduta davanti al pacchetto dei nostri ragazzi, con uno sguardo felice e sereno sul volto. L’ultima gioia della sua tragica vita fu la visita e il piccolo dono dei nostri ragazzi».

Patrizio Foletti, rettore, e Maurizio Checchi, presidente dell’Associazione degli Amici

Il nostro augurio, per questo Natale, è di riuscire, come gli studenti per quella vecchia contessa finita in povertà, a fare della nostra vita un dono per gli altri. Buon Natale!